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Emozioni sospese

Si è conclusa sabato 5 dicembre la mostra Emozioni Sospese realizzata dai tre Servizi della Rete del Centro La Tenda presenti sul territorio di Mercato San Severino: la Scuola dell’Infanzia e la Comunità terapeutico-riabilitativa Pace e Bene dell’Associazione La Tenda e le Comunità Alloggio per Minori Stranieri Non Accompagnati I Girasoli e I Girasoli2 della Cooperativa sociale Il Ponte.
Allestita nella Ministruttura Museale del Palazzo di Città in Mercato San Severino, la mostra è una installazione collettiva molto suggestiva che raccoglie:
- le sagome di 50 bambini che frequentano la nostra Scuola per l’infanzia a Piazza del Galdo, che hanno fissato le loro emozioni nel cuore, i piedi, la testa e le mani;
- le sagome parlanti degli 11 ragazzi MSNA, che vivono nella nostra comunità;
- i collage di disegni, fotografie e parole dei ragazzi di Pace e Bene accompagnate dalle loro creazioni di ceramica artistica. Nella sala accanto, ordinatamente riposte nelle cassette di essiccazione, si asciugano le quasi 300 opere prodotte durante il laboratorio Toponomastica delle Emozioni coordinato dalla professoressa Rosaria Iazzetta dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e gli studenti del corso di Scultura. Queste opere sono il cuore, la testa, lo stomaco, la gamba, il cervello, le mani in cui sentiamo più forte le emozioni e dove abbiamo voluto fermarle, per regalare alla Comunità di Mercato San Severino un’opera collettiva che verrà assemblata presso il Comune.

Abbiamo chiesto ai nostri ragazzi di raccontarci come è andata, ecco cosa hanno voluto condividere:

"All’inizio, quando abbiamo creato i nostri disegni in cui scegliere una parte del corpo da donare alla comunità per la mostra di San Severino Street art, ero molto perplesso e sfiduciato. Non volevo donare nulla, pensavo solo al marcio che è nel mondo. Poi, andando al laboratorio nella galleria, quando ci siamo messi in cerchio e la professoressa ha pronunciato la parola cuore, con gli occhi chiusi, mi è venuta una fitta, un mix di emozioni forti. Quando poi l'ho creato con le mie mani, mi sono sentito di nuovo bambino, senza pensieri né pregiudizi, solo amore e serenità, quello che servirebbe al mondo di oggi: ritrovare il bambino che è in noi (Francesco).

"Questa esperienza è stata davvero nuova. Avevo un po’ d’ansia, perché non riconosco più le emozioni, ma già uscire e andare a fare quel laboratorio mi rendeva felice e senza pensieri. Quando sono in mezzo altre persone mi sento felice. Nel fare l'opera mi sono ricordato di quando giocavo a calcio e pioveva e mi sporcavo di fango e terra bagnata. A teatro mi sono annoiato un po’ perché era molto lungo. Nel vedere la mia foto esposta ho provato incredulità perché non ho mai fatto una cosa del genere. (M.)

Mi ha emozionato quasi tutto dall’inizio alla fine in modo positivo, ma la cosa che più mi ha colpito è stato vedere tanti ragazzi tutti uniti per un solo scopo: creare qualcosa con l’argilla. Vedere l’unione e condividere qualcosa di semplice mi ha fatto stare bene. (Francesco)

Tra tutti gli step mi è rimasto impresso quando ci hanno accolto con calore nella galleria, ma soprattutto il fatto di aver lasciato un'impronta e la gioia di far parte di un contesto serio e sereno. La sera in cui siamo andati in teatro l'emozione è stata la stessa, ma c'è stato ancora un po’ di più, ovvero la soddisfazione di constatare che le istituzioni sono ben collegate e funzionanti tra di loro è stata un'esperienza che porterò nel mio bagaglio della vita. (Antonino)

Ho fatto questa esperienza artistica e sono stato contento di tutto il percorso fatto. Mi sono divertito prima a guardare le opere d’arte che ci ha mostrato Francesca, poi è stato bello fare il lavoro di scegliere una parte del corpo, ricopiarla e personalizzarla colorandola. Io ho scelto il cuore perché è la parte con cui ho sofferto di più negli ultimi tempi, poi ho scritto una frase che mi rappresentava. È stato bello potermi esprimere e mettermi in gioco dopo che gli ultimi tempi erano stati duri per me, ho provato una sensazione di libertà e di gioia oltre che di un momento di condivisione con altre persone di uno spazio dove esprimere le mie emozioni e il mio lato creativo. Successivamente, c'è stata la partecipazione al laboratorio di ceramica dove ho scelto la mano. Qui ho sofferto con dolori e sensazioni contrastanti, ma nel cerchio, chiudendo gli occhi e poi grazie ai ragazzi delle Belle Arti, ho realizzato una mano in ceramica e l’ho personalizzata con il mio nome. È stato bello condividere con altre persone questa esperienza. Ho fatto anche un questionario e un'intervista. Vedermi fuori con gli altri mi ha risollevato. Per troppo tempo ero stato chiuso in me per colpa del dolore che ho subito. È stato un momento di riscatto e felicità insieme, la visione delle opere realizzate da noi della comunità esposte insieme a quelle di altre persone con quadri e opere. Ma la parte più bella è stata riunirsi alla fine in teatro per la manifestazione di premiazione. (Matteo)

L'esperienza da me vissuta si è articolata in più fasi e tutte mi hanno dato un'emozione diversa, un misto di gioia e malinconia. Il momento che mi ha colpito di più in positivo è stato quando ci siamo cimentati nella creazione dei nostri lavori, scegliendo una parte di noi da donare alla comunità ed esprimendo in poche righe i nostri pensieri e le nostre sensazioni. Un altro momento sicuramente da ricordare per me è stato quando siamo usciti per andare a fare i nostri lavori in argilla con i ragazzi dell’accademia delle Belle Arti di Napoli: lì e stata un'emozione molto forte, a partire dal momento iniziale in cui ci siamo stretti le mani tutti in cerchio con la professoressa per ascoltare le nostre emozioni più profonde. Il momento forse che invece mi ha portato un po’ di malinconia è stata la sera in cui siamo andati a teatro, perché mi ha riportato con la mente a quando la sera andavo con i miei figli a cinema. (Antonio)

Questo laboratorio ha suscitato in me emozioni contrastanti: la gioia di aver visto esposte delle opere fatte da noi e partecipare materialmente alla costruzione di un'opera collettiva e la delusione o rabbia di non avere partecipato alla selezione del concorso con qualche opera fatta da noi. Nonostante tutto è stata un'esperienza bella e costruttiva. (Pasquale)

Ho espresso le mie emozioni facendo in gruppo il lavoro delle foto. Disegnarmi mi è piaciuto molto perché in quel momento mi sono sentito di nuovo vivo. Creare una cosa che andava esposta poi dopo anni e anni… l’emozione più grande è stata l’uscita per andare a vedere le nostre opere, perché non vivevo più un momento così, da lucido, da molti anni e vedere ogni singola cosa stando bene, pensavo a come è bella la vita fuori e per me è stata una grande emozione. Alla fine, dico la vita è bella spero che ci saranno giorni così più spesso, grazie. (Matteo)

Partecipare a questo laboratorio e vedere a teatro le mie opere è stato molto bello e significativo, primo perché l'ho fatto insieme a tutti i ragazzi con cui vivo da 15 mesi tutti i giorni e poi perché creare quello che ho fatto fa parte del mio passato, quando il mio cuore si è fermato, tre anni fa. Infine, creare il cuore con l'argilla mi ha riportato a 22 anni fa quando avevo 16 anni e mi trovavo sempre a La Tenda ed ero minorenne e facevo anche il laboratorio di ceramica. Tutto questo mi ha fatto riflettere molto sugli errori e mi dà forza di andare avanti sugli obiettivi che mi sono preposto. (Pietro)

La cosa che mi è piaciuta di più è visitare la mostra e vedere le mie opere perché mi ha ricordato quando ero piccolo e giocavo con i miei amici. (Yahouza)

La cosa che mi è piaciuta di più è stato fare il laboratorio con l’argilla, perché mi piace fare le gambe, perché le gambe sono molto importanti per aiutarci a camminare. Quando facevo questo, ricordavo quando ero piccolo e aiutavo mia madre a lavorare la terra. (Saikou)

La cosa che ho amato di più è stato disegnare le gambe che sono importanti per gli uomini per camminare. (Mamadi)

La cosa che mi è piaciuta di più è stato guardare le opere d’arte e fare le gambe. (Bambou)

Mi chiamo Ahmed Amr, questa cosa mi è piaciuta, ho fatto la mano, che serve a lavorare, a giocare; questa esperienza mi ha anche ricordato di quando ero bambino e giocavo con i miei amici. (Ahmed)

La cosa che mi piace di più è stato fare il laboratorio con l’argilla perché, quando ero piccolo, andavo ad aiutare mio padre a lavorare la terra. (Madou)

La cosa che mi è piaciuta di più è stato partecipare al laboratorio dell’argilla. Mi è piaciuto perché è una bella cosa, ho fatto un cuore per qualcuno che mi vuole bene. La mia emozione era la curiosità. La seconda cosa che mi è piaciuta è stato fare la mia sagoma con la parte del corpo perché mi piace disegnare. (Losseni)

È stato bello esporre le mie opere, visitare le mie opere. L’emozione è che io sono felice di aver partecipato a questo progetto. (Cristian).

Guarda il video

https://youtu.be/dButOaNUV_s

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